Il percorso di ognuno di noi

Nel corso degli ultimi dieci anni, ho sentito regolarmente parlare di Artibano Benedetto, un simpatico e caloroso (affabile) vicino di casa, come compositore, cantante, editore, e produttore ma soprattutto come uno strenuo difensore dei diritti delle persone meno abbienti. Sul suo conto, ho letto e sentito di tutto. In bene ed in male. Il peggio ed il meglio. Ciò nonostante, ho voluto farmi un’idea personale di questo personaggio sorprendente e carismatico. Così, con il passare del tempo, ho potuto constatare che quest’uomo non esitava ad impiegare il suo tempo ed il suo denaro per cercare di soccorrere le persone più demunite senza ricercare il minimo riconoscimento mediatico. Lui, Benedetto, il figlio di un minatore, è riuscito a concretizzare i suoi sogni e, da allora, desidera più di ogni altra cosa condividere il proprio successo partecipando, a modo suo, nella lotta contro la precarietà galoppante in Belgio. Egli vuol semplicemente mostrare che essere un cittadino responsabile, non vuol dire soltanto poter godere di tutti i propri diritti, ma è soprattutto saper affrontare i propri doveri. Chi, al giorno d’oggi, onestamente, può pretendere di assumersi le proprie responsabilità di essere umano in una società democratica? Purtroppo, il nostro mondo contemporaneo, non è affatto così impregnato di rispetto, di diritti, e di doveri come si dovrebbe.... Che importanza ha? Il quotidiano impegno sociale di Artibano Benedetto è in grado di superare tutte le difficoltà. Egli continua, contro venti e tempeste, a dividersi tra la lotta contro la miseria sociale e la sua carriera di artista popolare con una buona dose di felicità (tranquillità)

Nel luglio del 2007, ho iniziato una serie di colloqui( interviste) con Benedetto Artibano. Vicendevolmente ci siamo scoperti, ci siamo scambiati i punti di vista sulla vita e sul mondo, e di comune accordo abbiamo deciso di collaborare per tentare di far divertire la gente offrendo loro, nel contempo, la possibilità di togliersi i paraocchi che nascondono la realtà sociale. E così che è scaturita l’idea di realizzare il libro che hai in mano: “La leggenda del Re Arti”.

Attraverso questo romanzo fantastico, scaturito dalle nostre numerosissime ore di discussione, ho deciso, con il saggio (l’avveduto) sostegno di Artibano Benedetto, di mettere su piede questa epopea allo stesso tempo (nel contempo) divertente e socioculturale in modo che ogni lettore possa ritrovarsi nel racconto e nei personaggi. Se “La leggenda del Re Arti” ha come scopo primario quello di divertire, il libro vuol invitare soprattutto ogni lettore a saper riconoscere, attraveso il suo contenuto, alcuni elementi della propria esistenza ma anche a ridar vita a quei valori primordiali che sono stati smarriti lasciando il posto a conflitti e gelosie: il rispetto, la tolleranza, la solidarietà, la famiglia, l’amicizia e l’amore.

A te adesso, caro lettore, dare una tua personale interpretazione al romanzo ...


La Louvière, lì martedì 22 gennaio 2008

Jonathan DUVIVIER


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